Glutine e distillers

Il glutine di mais è un sottoprodotto derivante dalla lavorazione del mais, macinazione a umido, per ottenere amido di mais, che sarà utilizzato in alimentazione umana tal quale oppure sotto forma di sciroppi di glucosio, di destrine o per scopi industriali, per esempio plastica biodegradabile. Nel processo di macinazione a umido, dopo la separazione del germe e della frazione fibrosa, il restante materiale è centrifugato per isolare l’amido dal glutine. Il glutine è quindi essiccato, eventualmente macinato, e vagliato. Il prodotto che ne risulta è una farina ricca in proteina e pigmenti. La proteina del glutine è poco degradabile a livello ruminale, anche se la frazione non degradabile non ha una composizione aminoacidica di elevato valore biologico, essendo comunque sempre una zeina. L’alto contenuto di pigmenti, carotenoidi, del glutine giustifica l’introduzione di questo alimento nei mangimi per ovaiole in quanto conferisce un colore giallo/arancio al tuorlo, che risulta particolarmente gradito ai consumatori.

I distillers sono un sottoprodotto derivante dalla fermentazione dell’amido di mais per la produzione di liquori (whisky) o etanolo. Una volta separato l’acool per distillazione, residua una massa costituita dalle frazioni insolubili e fibrose, dal lievito (Saccharomices cervisiae), aggiunto per la fermentazione dell’amido, e dai residui della fermentazione. L’insieme di questi sottoprodotti vengono denominate borlande o draff. Le borlande possono essere essiccate ottenendo i DDGS (Dried Distillers Grains with Solubles) oppure possono venire separate in una frazione insolubile (DDG = Distillers Dried Grains) e in una solubile (DDS = Distillers Dried Solubile).

Tratto da: “Il mais” – Coltura & Cultura, AA.VV., Script Edizioni

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2019 Assomais, tavolo di confronto per la filiera maidicola • Credits Slowmedia