Prezzi stabili per il mais nazionale, ma gli stock Usa sono elevati

Parte all’insegna della stabilità il mercato del mais italiano. I prezzi rilevati dalle Borse Merci di Bologna e Milano sono rimasti infatti praticamente gli stessi della terza settimana di dicembre 2015.
Nel dettaglio a Milano il «convenzionale» quota 171 euro/t mentre quello con caratteristiche superiori si aggira attorno ai 180 euro/t. A Bologna il prezzo è fermo a 170 euro/t. Il mais estero segna invece un calo di 1 euro a tonnellata a Milano (comunitario) e di 2 euro/t a Bologna (extra-UE). Un segnale incoraggiante viene dagli USA, dove si è interrotta la continua serie di ribassi e sembra esserci una tendenza a un recupero dei prezzi, seppur lieve: il future di marzo ha chiuso venerdì a 357 cent/bushel (128,65 euro/t), recuperando così 8 cent/bushel dall’inizio dell’anno nuovo.
Sul Matif il titolo con stessa scadenza ha chiuso venerdì a 160,50 euro/t, in lieve recupero rispetto ai valori infrasettimanali, anche il trend resta ribassista. Il mais francese per pronta consegna quotava venerdì 152 euro/t fob Bordeaux, tendenza sempre ribassista.
Cosa aspettarsi nel 2016?
Da adesso all’inizio delle prossime semine gli occhi di tutti saranno puntati sui mercati e vale la pena ricordare come a livello mondiale il mais sia stato oggetto di una contrazione delle quotazioni nel corso del 2015, una contrazione che si è in ogni caso dimostrata meno pesante di quella che ha colpito frumento e soia.
Il sito Commoditiestrading.it ha efficacemente riassunto la situazione (link) riportando i pareri di diversi operatori di mercato, tra i quali quello di ABN Amro, del quale riportiamo un’estratto: «Da come stanno le cose – si legge nel report – non prevediamo una marcata ripresa delle quotazioni di granaglie e semi oleosi nel corso del 2016. I prezzi rimarranno a ridosso dei livelli attuali relativamente bassi, con elevati livelli di scorte ed alte proiezioni di resa che manterranno alta la pressione sulle quotazioni. Lo Stoks to Use Ratio del Mais è leggermente inferiore a quello di Frumento e Soia, ma ancora relativamente elevato al 22%. L’output è previsto a quota 974 milioni di tonnellate (stagione 2015 – 2016) e questo livello è si inferiore al record degli ultimi due anni, ma comunque superiore alla media quinquennale di riferimento per circa il 7%. Particolare attenzione va al clima, in quanto a fronte di un El Nino di scarso impatto sui cereali e semi oleosi, potremmo assistere ad una Nina in grado di apportare siccità nelle aree produttive degli USA: se questo si verificherà potremmo avere una contrazione produttiva in grado di sostenere le quotazioni».

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2021 Assomais, tavolo di confronto per la filiera maidicola • Credits Slowmedia