Diabrotica: arrivano i primi adulti

Lo sviluppo e l’attività delle larve di diabrotica si sta completando nella maggior parte degli areali maidicoli di Lombardia e Veneto. In molte aree della pianura lombarda sono iniziati a comparire i primi adulti, il cui numero è destinato ad aumentare nelle prossime settimane. Questo quanto riporta il Bollettino Regionale Mais n. 4/2016 edito dall’Ersaf e valido per l’areale lombardo.

Come caratteristico della specie, in campo si trovano ora prevalentemente maschi e nelle aree orientali della Lombardia, dove il ciclo dell’insetto è più avanzato, anche le prime femmine, la cui comparsa è sempre successiva. Non vi sono ovideposizioni in atto e non si ritiene quindi necessario alcun trattamento specifico per il controllo delle stesse su tutto il territorio regionale.

Da questo momento è invece opportuno posizionare in campo le trappole cromotropiche per il monitoraggio delle popolazioni, al fine di poter valutare correttamente il livello di presenza in campo e poter prendere decisioni operative oggettive al momento opportuno, secondo quanto previsto dai principi della difesa integrata.

Veneto Agricoltura, tramite il Bollettino Colture Erbacee, segnala che sull’intero territorio regionale, in base al modello di Davis e ai riscontri di campo, ha ormai completato o sta completando lo sviluppo larvale la gran parte della popolazione di diabrotica (composta ora da larve, per lo più, nell’ultima parte della terza età, pupe e adulti).
Il danno radicale sta raggiungendo il suo massimo e in questi giorni vi è la massima suscettibilità alle ginocchiature e agli allettamenti delle piante di mais interessate da alte popolazioni; d’ora in avanti questo rischio tenderà progressivamente a diminuire per lo sviluppo di ricacci negli apparati radicali danneggiati.

È opportuno pertanto:

  • Osservare gli appezzamenti a mais che seguono mais per valutare la presenza di danni;
  • Installare le trappole per il monitoraggio degli adulti  per valutare: il rischio di danno alle spighe dell’annata (rischio generalmente basso; la probabilità che vi sia un effettivo danno alla produzione si ha con valori di catture superiori ai 20-30 adulti per trappola cromotropica al giorno, nei giorni precedenti la fioritura del mais; il rischio per l’anno successivo nel caso si intenda riseminare mais sullo stesso appezzamento.

Nelle zone con elevate popolazioni già accertate, il monitoraggio è opportuno su tutti gli appezzamenti a mais (compresi quelli al primo anno) poiché con alti livelli della densità di adulti gli spostamenti di questi sono cospicui e la probabilità di avere molti adulti è comunque apprezzabile.

Gli adulti sono essenzialmente pollinifagi, ma prima e dopo la fioritura del mais si alimentano sulle foglie, provocando delle lesioni caratteristiche e facilmente identificabili. Tali danni nono sono mai economici e non devono allarmare. L’unico rischio di danno, peraltro alquanto remoto almeno nelle aree irrigue, è quello legato al taglio delle sete durante la fioritura, che potrebbe interferire con l’impollinazione e la successiva formazione della granella. Un rischio reale si presenta solo in condizioni di popolazione molto elevate e/o di stress della pianta al momento della fioritura (es. aree non irrigue e assenza di precipitazioni significative). Si ricorda a riguardo che la fecondazione del mais è molto rapida e che le sete continuano ad allungarsi (anche di alcuni centimetri al giorno) finché non sono state fecondate. Se le sete emergono anche solo 1 cm dalle brattee, la fecondazione avviene solitamente in modo regolare.

Solo in situazioni critiche, se il numero di adulti catturati supera indicativamente i 50-60 adulti/trappola nella settimana prima della fioritura, si consiglia di contattare il tecnico di riferimento per valutare la situazione. Il rischio deve essere valutato in funzione sia del numero di adulti catturati, sia dalle condizioni del campo. Dove non vi sono particolari condizioni di stress il numero di adulti necessario per causare danni può essere sopra i 100 adulti/trappola settimana. Dove invece via siano o si prevedano condizioni di stress idrico o fioriture scalari per condizioni di stress precedenti, il valore di riferimento è quello indicato di 50 adulti/trappola settimana.

I tecnici Ersaf ricordano

che:

  • Trattamenti effettuati prima dell’inizio delle ovideposizioni non hanno alcun effetto nel contenimento delle popolazioni per l’anno successivo.
  • Il rischio di danno alla fioritura esiste solo in presenza di popolazioni di adulti significative e/o in appezzamenti in condizioni di stress.
  • Non sono ammessi trattamenti insetticidi in fase di fioritura.
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2019 Assomais, tavolo di confronto per la filiera maidicola • Credits Slowmedia