Semina

In generale le semine primaverili del mais vanno eseguite il prima possibile. Oggi la data di riferimento è entro il 15 marzo, ma spesso per motivi meteorologici si slitta di qualche settimana.

Nel caso del mais per avere nascite non troppo protratte e irregolari bisogna aspettare che la temperatura del terreno si sia stabilmente attestata su almeno 12 °C.

Questo livello termico è raggiunto mediamente in aprile: questa è, pertanto, l’epoca usuale di semina nel caso di mais in prima coltura. In questo caso il mais impiega circa 15 giorni a nascere.

In altri casi il mais segue una coltura a raccolta precoce, assumendo il ruolo di coltura intercalare: dopo il taglio di un erbaio (semina a fine maggio); dopo orzo da insilamento, o pisello (la decade di giugno), oppure dopo frumento (ai primi di luglio). In questi casi la temperatura è alta e le nascite avvengono dopo 8-10 giorni o anche meno.

Densità di semina

Condizione importantissima ai fini di una buona produzione è che la densità di piante/m² sia giusta e regolare.

  • Coltura principale irrigua per granella: da 6 a 8 piante/m² (6 per varietà tardive, 7 per varietà medio-precoci, 8 per varietà precoci);
  • Coltura principale asciutta per granella: da 2,5 a 4 piante/m², secondo il clima e la freschezza del terreno.
  • Coltura intercalare per granella: da 7 a 10 piante/m²(la fittezza minore per le semine anticipate, la maggiore per quelle più tardive, ad es. dopo frumento.
  • Coltura principale da foraggio a maturazione cerosa: 1 pianta in più della corrispondente fittezza per granella.
  • Coltura intercalare da foraggio per raccolta alla fioritura: da 30 a 50 piante/m².

Oggi il metodo di semina più diffuso è la semina di precisione. Con questa tecnica bisogna stimare al momento della semina quanti semi affidare al terreno per avere il desiderato numero di piante, bisogna cioè valutare le probabilità che un seme ha di dare una pianta viva e vitale. Il numero di semi da seminare si calcola dividendo il numero di piante desiderato per il com­plemento a 100 della quota di fallanze stimata.
Ad esempio: per 7 piante/m² con previsione del 15% (o 0,15) di fallanze si avrà:
7/(1-0,15) = 7/0,85 = 8,2 semi/m².

La profondità di semina deve essere uniforme ed oculatamente scelta: in media 40-60 mm di profondità: 40 con terreno freddo e umido, 60 con terreno asciutto.

Semine ad alti investimenti

Oggi è essenziale massimizzare la resa in granella per unità di superficie. È possibile ottenere questo risultato mediante l’aumento della densità colturale variando la disposizione spaziale e l’investimento delle piante, passando dall’investimento standard (7,5 piante/m² con interfila tradizionale a 75 cm e distanza sulla fila di 18 cm) all’“alto investimento” (10 piante/m² con interfila a 45-40 cm e distanza sulla fila di 20-22 cm).
Secondo i dati provenienti da una sperimentazione condotta in provincia di Torino nel 2010 e 2011 in 10 campi sperimentali, con l’alto investimento di ibridi di classi FAO 500 e 600, rispetto all’investimento standard, si ottengono:

  • Incremento di resa di granella del 17% (da +8% a +23%); Gli incrementi di resa sono attribuibili alla migliore intercettazione della radiazione solare.
  • Piante più alte (+5%), con un punto d’inserzione della spiga da terra più alto (+6%) e stocco con diametro ridotto del 10%. Ciò può portare a maggiori rischi di allettamento, soprattutto per gli ibridi con bassa resistenza allo stroncamento e all’allettamento;
  • Spighe con un’umidità alla raccolta leggermente più alta (+ 1 punto percentuale) e più contaminate da FUM (+15%) e DON (+18%).

Accortezze per aumentare la densità di semina

Per conseguire l’incremento di resa derivante dall’alto investimento occorre:

  • Seminare in appezzamenti con suolo e clima vocati alla coltivazione del mais;
  • Distribuire concime azotato ed acqua di irrigazione in quantità non limitanti;
  • Impiegare ibridi di taglia contenuta e con alta resistenza alla stroncatura;
  • Eseguire il trattamento insetticida contro la piralide alla maturazione lattea (e possibilmente anche fungicida per l’elmintosporiosi dalla 10a foglia sino alla pre-fioritura);
  • Adattare le macchine per la sarchiatura e la rincalzatura all’interfila stretta.
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2017 Assomais, tavolo di confronto per la filiera maidicola • Credits Slowmedia