Grandine sul mais al Nord: inizia la conta dei danni

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Danni da grandine su mais nel cremonese

In questo periodo l’acqua fa bene al mais, ma se le piogge diventano tempeste di grandine i danni possono essere irreparabili. E quanto successo purtroppo durante questo fine settimana, segnato da forti temporali accompagnati da violente grandinate che hanno coperto completamente strade e campi dove si è verificata una vera strage di coltivazioni, dal mais all’erba medica, dalla frutta alla verdura con allagamenti e alberi divelti.

A segnalare la situazione è un primo monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia che la grandine, come annunciato dalla Protezione Civile, ha colpito a macchia di leopardo le campagne, dal Veneto all’Emilia, dalla Lombardia al Piemonte. La grandine è la calamità più temuta dagli agricoltori in questa stagione perché – sottolinea la Coldiretti – provoca danni irreparabili alle coltivazioni vanificando il lavoro di un intero anno, con effetti economici ed occupazionali.

A confermarlo è un agricoltore del cremonese: “a fine grandinata, guardando i campi, sembrava fossero coperti da una distesa di neve. La grandine è venuta giù fitta e spessa, i danni ci sono. L’erba medica è rasa al suolo. Le piantine di mais sono quasi sradicate; mi auguro che, essendo così piccole, possano riprendersi”.

Omar Previtali, imprenditore agricolo di Soresina, descrive così gli effetti della fitta grandinata che nel tardo pomeriggio di sabato 14 maggio si è abbattuta su diverse località del territorio cremonese. Alla grandine è seguito un violento temporale, con pioggia intensa, che nelle campagne ha raso a terra le colture e abbattuto vari alberi.

Coldiretti Cremona ha già iniziato la conta dei danni. Le prime segnalazioni raccolte dalle aziende agricole sono giunte dalla fascia che comprende Casalmorano, alcune aree di Soresina, Genivolta, Villacampagna. Segnalazioni anche da Viadana, Rivolta d’Adda, Agnadello. Mentre pochi giorni fa era stata colpita con violenza la zona di Pozzaglio.

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