Mais, interessanti novità per le quotazioni

I recenti dati provenienti da oltre Oceano hanno riacceso le aspettative per le quotazioni del mais, in particolare le stime di produzione e consumo mondiale rilasciate dall’Usda.

La stagione 2016/17 si apre con un aumento di circa il 4% sia della produzione che del consumo, quest’ultimo cresce maggiormente determinando un consistente calo delle scorte come si può osservare dal grafico.

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La tabella ci consente meglio di fare un raffronto, anche con le stagioni precedenti:

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Produzione e consumo mondiale sono in equilibrio fra loro a 1.011 milioni di tonnellate, mentre le scorte calano seppur di poco a 207 milioni di tonnellate.

Ciò che realmente cala è, invece, il rapporto fra scorte e consumo che passano dal 21,5 al 20,5%, corrispondenti a due mesi e mezzo di autonomia.

Naturalmente questi dati potranno variare, anche sensibilmente nel corso della stagione, in particolar modo se si avrà una contrazione dei consumi; ma in un clima depresso delle quotazioni per il mais e galvanizzato dalla vivacità della soia, queste proiezioni sono state sufficienti per far mutare l’umore del mercato.

A Chicago lo scenario è cambiato; nel giro di alcune sedute i prezzi potrebbero tornare all’attacco di 3,95 dollari/bushel, proseguendo poi verso 4,10-4,20. Il superamento di questa zona aprirà spazi verso 4,50. Al contrario si dovrà considerare negativo il ritorno sotto 3,65, con obiettivi a 3,50 dollari.

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La curva forward del grafico sottostante, che confronta le varie quotazioni dei future a scadenze differenti, tende ad addolcire la sua inclinazione, ma non presenta ancora prospettive pienamente rialziste (si veda la linea più recente in blu). La situazione sarà quindi da monitorare attentamente nel corso dei prossimi 30 giorni.

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Spostandoci in Europa, le quotazioni di Parigi si sono mosse in simpatia con quelle di Chicago accelerando il rialzo già in atto, ora però è necessaria una spinta oltre 168 euro a tonnellata per portarsi a 172 e poi eventualmente a 178 euro. Negativa la caduta sotto i 158 euro a tonnellata.

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Osservando anche in questo caso la curva forward del grafico qui sotto notiamo che linea blu, più recente, inizia a portarsi in orizzontale, segno premonitore di ulteriori rialzi. Occorrerà quindi prestare attenzione nel corso dei prossimi 30 giorni allo sviluppo di backwardation, che consiste nell’avere prezzi a pronti più elevati rispetto a quelli con scadenze più lontane.

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Lo sviluppo di backwardation (termine che indica una situazione dove il prezzo cash è superiore ai prezzi futuri impliciti nei corrispondenti contratti futures) è un chiaro segnale che l’offerta trova difficoltà ad incontrare la domanda e quindi prelude ad ulteriori crescite dei prezzi.

Concludendo la situazione si fa piuttosto interessante per i produttori di mais che potrebbero lasciarsi alle spalle le quotazioni compresse degli ultimi mesi; grande cautela invece per gli allevatori o l’industria che fanno utilizzo di mais, per loro ora più che mai diventa importante mettere a punto un’adeguata strategia di copertura dall’aumento dei prezzi.

A cura della Mazziero Research
Si ringrazia Maurizio Mazziero ( maurizio@mazzieroresearch.com ) per la collaborazione

 

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