Seminare mais o soia? Facciamo due conti

soybeans and corn seeds

Il periodo ideale per le semine è ormai agli sgoccioli e, inutile nasconderlo, sono ancora in tanti gli agricoltori alle prese con l’eterno dilemma “Mais o Soia”?

Come sappiamo bene il successo dell’una o dell’altra scelta dipenderà da diversi fattori che si manifesteranno solo tra qualche mese, in primis il prezzo nel periodo di raccolta. Decidere adesso è comunque una scommessa, ma vogliamo comunque sottolineare che se il 2015 non è stata una bella annata per il mais non lo è stata nemmeno per la soia. Lo scorso anno infatti i risultati produttivi della soia sono stati generalmente poco soddisfacenti, specie nelle aree del Nord-Ovest, vuoi per l’andamento climatico poco favorevole, vuoi per una scarsa esperienza degli agricoltori sulla coltivazione di questa leguminosa. I migliori risultati in termini di rese sono stati raggiunti dal Friuli Venezia Giulia mentre in Veneto ed Emilia-Romagna la produttività si è ridotta del 30-35%, in conseguenza della forte siccità che ha provocato sensibili stress idrici alla coltura.

Pensiamo sia utile anche riportare un ragionamento sulla convenienza economica tra mais e soia tratto da un articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n° 8-2016 a firma di Luca Rossetto, sostenitore di Assomais.

Analisi economica di convenienza

I criteri di convenienza economica possono infatti fornire delle utili indicazioni per individuare le superfici ottimali da destinare a soia e a mais.

Vediamo alcune ipotesi sui prezzi, rese e costi.

  • Scenario 1. Prezzi medi 2015 (360 e 160 euro/t per soia e mais), resa soia media (4 t/ha) e resa mais media (10 t/ha).
  • Scenario 2.Prezzi medi 2015, resa soia bassa (3 t/ha) e resa mais media (10 t/ha).
  • Scenario 3. Prezzi medi 2014 (più elevati per mais e soia), resa soia media (4 t/ha) e resa mais media (10 t/ha).

Ipotizziamo per la simulazione un’azienda di 30 ha a seminativo e costi di produzione (solo costi espliciti) per soia e mais rispettivamente di 880 e 1.350 euro/ha.

Le simulazioni (vedi il grafico sottostante estratto dall’articolo) riportano l’andamento del margine lordo aziendale rispetto alla quota di superficie destinata a soia, il cui complemento a 100% è la quota coltivata a mais.

grafico

Dal confronto dei tre scenari emerge che la soia migliora la redditività aziendale solo se la sua resa si mantiene su valori intorno a 4 t/ha ovvero se il corrispondente prezzo si aggira su 400 euro/t. Viceversa, se la resa della soia scende al di sotto di 3,5 t/ha o il prezzo cala al di sotto di 350 euro/t, il mais resta ancora la coltura più redditizia.

Queste simulazioni rilevano che il binomio soia-mais è fortemente condizionato dalle rese e dai prezzi, due elementi piuttosto aleatori, perché legati all’andamento climatico e al mercato. Vale tuttavia la pena sottolineare che i mercati delle commodity (cereali e soia) sono molto permeabili ai prezzi e che gli andamenti climatici favorevoli e sfavorevoli colpiscono sia la soia sia il mais.

A parte le simulazioni, che assumono un significato orientativo, è necessario analizzare questa coltura tenendo conto di tutti i fattori (agronomici, ambientali, economici e organizzativi) che influiscono sulla gestione delle imprese agricole.

Ricordiamo inoltre che a Milano, attualmente, il mais convenzionale quota 172,50 euro/t e la merce con caratteristiche 175 euro/t; a Bologna il prezzo è fermo a 171 euro/t. La soia a Milano registra un prezzo medio 343 euro/t, mentre Bologna è 338,50 euro/t.

Non resta che fare due conti…

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2021 Assomais, tavolo di confronto per la filiera maidicola • Credits Slowmedia