Irrigare il mais in fioritura, cosa si rischia?

In questi giorni il mio mais manifesta i primi sintomi di carenza d’acqua e pertanto necessiterebbe di un intervento irriguo, però ha appena emesso sia il pennacchio sia le sete femminili ed è quindi in piena fioritura. Un intervento irriguo in questo preciso momento può essere negativo sull’impollinazione della spiga per effetto del lavaggio del polline? È consigliabile attendere qualche giorno oppure è meglio intervenire immediatamente?

Domanda posta da Eligio Manfrin

Risponde Amedeo Reyneri, docente di agronomia e colture erbacee presso l’Università di Torino

Nel presentare la domanda non è precisato se l’irrigazione sia a pioggia, per scorrimento o altro, ma ritengo sottinteso che nel suo caso si tratti della prima tecnica irrigua ad essere considerata.

L’impiego dell’irrigazione a pioggia in piena fioritura presenta sempre qualche inconveniente perché favorisce uno stress termico nella fase più delicata del ciclo produttivo che corrisponde alla fecondazione.

Occorre però distinguere tra una serie di situazioni: se l’acqua è di pozzo questa in genere arriva alla pianta tra i 12 e i 16 °C, raramente si presenta sopra o sotto questo intervallo, e nel caso sia distribuita nelle ore più calde del giorno ciò determina un sbalzo termico repentino e importante con la possibilità di un’interruzione della produzione di polline e della sua germinabilità una volta arrivato sulle sete.

Viceversa se si tratta di acqua di derivazione superficiale (canali, ecc.) la temperatura tende ad essere maggiore e il rischio di stress termico è minore: in questo caso uno stress termico si verifica soprattutto in giornate canicolari e limitatamente nelle ore centrali e più calde. D’altra parte lo stress idrico alla fioritura è sempre molto dannoso perché incide sulla produzione e anch’essa sulla fecondazione.
Pertanto se fosse possibile la soluzione di compromesso è quella di bagnare anche in fioritura a fronte di stress idrico, ma di farlo nelle ore più fresche della giornata o di notte. Le ricordo ancora che la buona pratica vuole che in previsione di un rischio di stress idrico è opportuno anticipare l’irrigazione all’emissione del pennacchio così da non incorrere nel problema da lei presentato.

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