Piralide: la situazione in Lombardia e Veneto

Il Bollettino Mais valido per la Lombardia segnala che il volo della Piralide prosegue nelle aree di pianura ed in alcuni casi le catture sono già in fase calante. Le larve della seconda generazione sono ormai visibili in campo e si possono facilmente osservare nell’apice0 delle spighe.
Per il Veneto il Bollettino Colture erbacee indica che, mediamente, in gran parte delle zone coltivate a mais le fasi maggiormente presenti sono ovature e stadi giovanili di seconda generazione (prima – seconda età), mentre la prima generazione è ormai alla sua conclusione. Le osservazioni in campo confermano una soddisfacente sincronia con i dati stimati dal modello.
I riscontri in campo nelle stazioni di riferimento indicano una pressione dell’insetto molto variabile, anche con livelli apprezzabili.

Consigli utili per i trattamenti

Chi non avesse ancora proceduto con i trattamenti o fosse indeciso se intervenire, deve monitorare i propri appezzamenti e valutare i seguenti aspetti:
Stadio di sviluppo del mais.
La pericolosità della Piralide è maggiore quando le ovideposizioni avvengono a cavallo della fioritura. I mais che si presentano in questa fase o che sono prossimi a questa fase sono maggiormente suscettibili.

Stadio di sviluppo della Piralide

Le larve sono adesso facilmente individuabili in campo. Per valutare l’opportunità o meno del trattamento occorre verificare in più punti dell’appezzamento la percentuale di spighe che presentano larve, generalmente localizzate nella punta. Rimuovendo le sete e aprendo la punta (non serve scoprire la spiga!), si può osservare la presenza dell’attività delle larve o le larve stesse e apprezzarne lo stadio di sviluppo. Se meno del 20-30% delle spighe risultano infestate, il livello di attacco può essere considerato basso.
Se le larve sono già particolarmente sviluppate (lunghezza indicativamente >1,5 cm) e sono già penetrate nell’apice della spiga o si sono approfondite nel terzo apicale, sono difficilmente raggiungibili dal trattamento. In questo caso non è consigliato intervenire. Rimandare la decisione al momento in cui comparirà la terza generazione.

Destinazione del mais

Più la coltura rimane in campo e più è soggetta a danno.

I mais di primo raccolto destinati a trinciato che verranno raccolti nelle prossime settimane sono sicuramente meno a rischio di quelli destinati a granella e di quelli di seconda semina, che saranno soggetti anche all’attacco della terza generazione attesa per la seconda metà di agosto.
Condizioni della coltura.
Appezzamenti sofferenti o che potranno subire stress nelle settimane prossime sono maggiormente esposti a danni sia diretti sia indiretti (possibile sviluppo di micotossine).Sulla base delle indicazioni ricavate dal monitoraggio valutare l’opportunità di intervenire con prodotti ad azione ovo-larvicida o solo larvicida.

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2019 Assomais, tavolo di confronto per la filiera maidicola • Credits Slowmedia